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October 23 javier zanettiJavier Adelmar Zanetti,un cognome come tanti ma un giocatore e un capitano come pochi !!! Soprannominato in patria Pupi (ma viene detto anche "El Tractor") (Buenos Aires 10 agosto 1973) è un calciatore argentino di ruolo difensore (anche se a volte viene schierato come centrocampista). Attualmente Zanetti è capitano dell'Inter, squadra in cui milita dal 1995. È alto 178 centimetri e pesa 73 chilogrammi. Il numero della maglia è 4. Esordì nel mondo del calcio nel 1991, anno in cui la squadra Talleres de Remedios de Escalada lo fece schierare come titolare nel campionato primavera. L'anno successivo passò in prima squadra, senza tuttavia scendere in campo nemmeno una volta. Nel 1993 passò al Banfield, con cui giocò 37 partite segnando una rete. Dopo un'altra stagione con gli argentini (29 presenze e tre goal) fu acquistato dal presidente dell'Inter Massimo Moratti. Al suo primo anno nella serie A Zanetti convinse i più scettici grazie ad una notevole prestanza fisica e ad una propensione verso il pressing ed il gioco veloce (venne ribattezzato per questi motivi "Sette polmoni"). Le 32 partite disputate ed i due goal segnati lo portarono ad essere titolare inamovibile dei nerazzurri di Milano, di cui è diventato anche capitano dopo il ritiro di Giuseppe Bergomi. Con l'Inter Zanetti ha finora vinto una Coppa UEFA nel 1998 (battendo in finale 3-0 la Lazio grazie anche ad un suo goal), una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana nel 2005. Inoltre, prima di vincere la Coppa UEFA nel '98, l'Inter è arrivata in finale nel '97, perdendo ai rigori contro lo Shalke 04. È arrivato tre volte secondo nella seria A ed ha perso in finale due Coppe Italia ed una Supercoppa Italiana contro la Lazio (4-3 nel 2000). Con la nazionale di calcio argentina Zanetti ha disputato 101 partite (dati del luglio del 2005). Ha preso parte ai mondiali del 1998 e del 2002 ed è stato capitano della sua rappresentativa varie volte. Una delle sue più grandi delusioni con la maglia della nazionale fu la sconfitta contro il Brasile durante la finale della Copa América del 2004, quando l'Argentina si portò in vantaggio 2-0 ma i verdeoro pareggiarono all'ultimo secondo grazie ad una prodezza del suo compagno di squadra Adriano; ai calci di rigore si imposero poi i brasiliani per 4-2. Nel marzo del 2004 il grande calciatore brasiliano Pelè inserì Javier Zanetti nella speciale classifica del FIFA 100. Successivamente, Zanetti creò insieme alla moglie la fondazione "Pupi", che si propone di aiutare socialmente i bambini poveri. Il giocatore nerazzurro ha recentemente raggiunto e superato il record di presenze di Sandro Mazzola con la magllia del club milanese.
la storia dell' interNovantanove anni fa la notizia della nascita del Foot-Ball Club Internazionale Milano appare con due giorni di ritardo su un giornale milanese dell’epoca, “La Lombardia”. Poche righe che riassumono il “comunicato” firmato dai soci fondatori e scritto sul retro di un foglio di carta da lettera intestata a Umberto Muggiani, padre del pittore Giorgio, l’autore dello stemma.
Nelle tante e importanti ricostruzioni storiche saranno poi evidenziati molti particolari oltre al luogo di fondazione, il ristorante Orologio, e alla durata della prima riunione (dalle 20 alle 23.30): la quota sociale fissata in 10 lire all’anno; la sede trasferita in poco tempo dal ristorante Commercio al Caffé Vergani; i calciatori che acquistano personalmente le scarpe e l’abbigliamento da gioco; il primo campo ai margini del Naviglio Grande, in Ripa Ticinese dove si arriva con il tram numero 19, dopo un lungo viaggio e con la necessità di recuperare i palloni finiti in acqua; le prime partite all’Arena dove l’inverno è duro da sopportare, perché gli spogliatoi sono stanzoni umidi e il terreno è ‘massacrato’ dagli altri avvenimenti sportivi in cartellone, come caroselli di cavalli e, raccontano le cronache, persino una battaglia navale fra scafi di legno e ferro con il fondo inondato.La storia dell’alba nerazzurra e del calcio italiano più in generale è passata di libro in libro, probabilmente di ricordo in ricordo. Così nascono le leggende. Come quella del primo asso dell’Inter, Hernst Xavier Marktl, svizzero di Estragen, classe 1887, ruolo difensore, un ragazzo con due baffetti da sparviero che, a 22 anni, sembra un distinto signore in giacca e cravatta: due presenze in Campionato , nelle prime gare ufficiali dei nostri 99 anni. Due sconfitte che precedono il primo, velocissimo scudetto: quello della stagione 1909-1910, quello del primo legame con una formazione vera: Campelli; Fronte, Zoller; Yenni, Fossati, Stebler; Capra, Peyer, Peterly, Aebi, Schuler.
E la storia continua... fino ad oggi con una strepitosa squadra pronta a vincere tutto, unita e con un cuore enorme che trasmette le stesse emozioni ai suoi tifosi !!! |
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